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Sassovivo – Il giro del monte

Su per il Serrone

Il “giro del monte” è un tracciato circolare che parte dall’abbazia di Sassovivo per tornarci dopo non più di sette chilometri. Segue, in parte il tracciato che proprio da Sassovivo porta a Spello e rappresenta il quarto tracciato proposto dai Sentieri nella Fascia Olivata. Il tracciato Circolare è di media difficoltà, è come dice lo stesso nome, vi porterà a scoprire il monte che sovrasta l’abbazia e la città di Foligno. Vi inoltrerete per sentieri percorsi da camminatori, taglialegna e amicali locali. Vi si aprirà la vista sulla Valle Umbra che corre da Spoleto e arriva fino ad Assisi. Che aspettate?

C’è solo un breve tratto con l’asfalto da affrontare. All’inizio e alla fine del percorso. Il resto sono strade sterrate o viottoli di montagna. Proprio in considerazione che si tratta sempre di una montagna (si tratta del Monte Serrone, 1046 metri sul livello del mare) a ridosso dell’appannino Umbro-Marchigiano vi consigliamo di portare con voi in ogni stagione materiale anti vento e anti pioggia. Lungo il tracciato non ci sono fonti d’acqua, alla partenza e all’arrivo sì.

LA MAPPA

Partenza – Potete lasciare il vostro mezzo nei pressi del parcheggio davanti alla cripta del Beato Alano (non visitabile), circa un centinaio di metri dopo aver superato l’Abbazia di Sassovivo, che è il nostro punto di partenza. Se non l’avete mai visitata o lo avete fatto di sfuggita, prendetevi un’ora per immergervi nella sua storia millenaria, fatta di meditazione e preghiera, e per visitare il meraviglioso chiostro all’interno della struttura. Una volta tornati al punto di partenze inizia la salita. Che si inoltrerà per il monte partendo da una strada sterrata che un tempo, ma anche oggi, era usata per la transumanza degli animali. Tra lecci e querce secolari inizia la salita.

Punto intermedio – Dopo circa tre chilometri si sale fino a quota 1000 metri. La cima del Monte Serrone è poco oltre, a quota 1046. E’ da qui che guardando verso valle potrete ammirare il panorama della Valle Umbra. Dalla vetta inizia la lunga discesa verso il punto di partenza.

Arrivo – Sulla strada del ritorno il percorso gira. Lascerete la Valle Umbra alle spalle e vi affaccerete sul valico che porta alla Val di Chienti. E dove scorre il torrente Menotre. attorno al quale sono sorte numerose comunità. la più importante e famosa è quella che fa riferimento al paese di Pale. L’abitato è stato famoso per essere uno dei centri più importanti nella produzione della carta. Nella sua epoca d’oro, alla fine dell’Ottocento, poteva contare su una decina di cartiere attive.

SCHEDA TECNICA

Lunghezza

7.122 metri

Dislivello

500 metri

Difficoltà

Medio-Bassa

Tipo percorso

5% asfalto, 95% sterrato

Tempo cammino

3h 00m

Sviluppo percorso

Circolare

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LO SAPEVI?

La centrale elettrica

La forza del Menotre fu utilizzata, nel corso della storia recente, anche per generare elettricità. Lungo il percorso del fiume sorsero numerose centrali Idroelettriche prima fra tutte quella dell’Altolina (1896), a seguire la centrale di Rasiglia (1920), Serrone (1932), Scopoli (1940).

La carta di Pale

La carta bambagina prodotta dalle valchiere di Pale era di finissima lavorazione. Nel 1590 il bibliotecario del Vaticano signor Angelo Rocca definì la carta prodotta a Pale senza eguali. A seguito della Bolla papale emessa da Clemente XIV nel 1673 che concesse ai cartari di Belfiore la libertà di commercio della carta, il paese conobbe un forte incremento produttivo.

Divina Commedia

Secondo la tradizione fu proprio dalle cartiere della zona che nel 1472 fu prodotta la carta per la prima edizione a stampa della Divina Commedia

Lavare i panni

Un tempo il sapone era fatto in casa utilizzando anche la cenere. Per rendere più bianco il bucato in casa si aveva la tinozza in cotto dove venivano immersi i panni in acqua e cenere del camino.

La Rocciata

Uno dei piatti tipici della zona è un dolce di antichissima origine: la Rocciata. Risale ai primi insediamenti umbri. Nelle tavole eugubine si cita un alimento molto simile usato nei riti sacri il “tensendo”, dolce proprio del dio Hondo Cerfio, antica divinità umbra. Non da escludere l’origine longobarda.

Scatolettificio

A Scanzano nel 1908 alla vigilia della Grande Guerra si pensò di realizzare un impianto “industriale” per l’approvvigionamento militare di carne bovina. Fu inaugurato nel 1913. In quell’anno il Commissariato Militare commissionò la fornitura di 2000 quintali di carne fresca e 6000 di carne congelata. Quella struttura è oggi rimasta anche se non più adibita alla conservazione della carne.

COSA VEDERE

Dalla montagna di ridiscende verso la civis, verso la città di Foligno, quella di Spello. Ville, chiese, forti, a tantissima natura con una predominanza dell’acqua come elemento aggregatore.

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Acquedotto Collepino-Spello L’acquedotto di 5,61 km di lunghezza, captava le acque dalla sorgente di Fonte Canale o Molinaccio, sotto il castello di Collepino. L’opera idraulicaLeggi di più
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Chiesa di San Giovanni Profiamma La chiesa dedicata a San Giovanni Battista fu costruita in sostituzione della precedente basilica romana. Presenta una facciata romanica divisaLeggi di più
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Cappella Maestà di Sant’Anna Cappella eretta nella metà del XV secolo all’incrocio fra la via Flaminia e la strada comunale per Belfiore. Al centro dell’arcoLeggi di più
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